Deposito ("Storage"): cosa fare se il deponente non paga?
Il vostro cliente non paga il deposito mobili? Ecco i diritti del depositario secondo il CO svizzero: dal diritto di ritenzione alla procedura esecutiva.
Deposito di mobili ("storage"): cosa fare se il deponente non paga?
Le imprese di trasloco che offrono servizi di deposito mobili conoscono bene il problema: il cliente affida i propri beni, magari per un trasferimento all'estero o per mancanza temporanea di spazio, e poi smette di pagare. Capita più spesso di quanto si pensi. In questi casi il diritto svizzero offre strumenti concreti al depositario, ma occorre muoversi nel modo giusto per non perdere i propri diritti.
Il quadro giuridico: il contratto di deposito nel CO
Il contratto di deposito é disciplinato dagli art. 472 e seguenti CO. Chi consegna beni mobili in custodia (il deponente) é tenuto a pagare una mercede al depositario, qualora ciò sia stato pattuito (art. 472 cpv. 1 CO). Nella pratica il deposito oneroso rappresenta la norma: raramente un'impresa di traslochi offre il servizio a titolo gratuito.
Primo passo: il sollecito formale
Quando il deponente non paga, il depositario deve innanzitutto inviare un sollecito scritto per lettera raccomandata, fissando un termine ragionevole per il pagamento. Questo passaggio é indispensabile. Saltarlo potrebbe compromettere la posizione del depositario in un'eventuale procedura successiva. La raccomandata serve anche come prova documentale dell'avvenuta intimazione, elemento che può rivelarsi decisivo davanti al giudice.
Diritto di non restituire e diritto di ritenzione
Finché la mercede resta scoperta, il depositario può legittimamente rifiutare la restituzione dei beni depositati. Il fondamento sta nell'art. 82 CO, che prevede l'eccezione di inadempimento nei contratti bilaterali.
Più incisivo ancora é il diritto di ritenzione: il depositario può "bloccare" i beni mobili del deponente a garanzia del proprio credito, costituendo di fatto un pegno mobiliare ai sensi dell'art. 895 cpv. 1 CC. Questo strumento risulta particolarmente utile quando il valore dei beni depositati é almeno prossimo all'importo dovuto. Se nel deposito si trovano mobili di pregio, opere d'arte o apparecchiature costose, il diritto di ritenzione rappresenta una leva di pressione notevole.
L'Avv. Hugo Haab e l'Avv. Roberto Haab dello Studio Legale Haab sottolineano che il diritto di ritenzione, per quanto efficace, va esercitato correttamente. Una volta fatto valere, il creditore deve avviare una procedura esecutiva e proseguirla nella via della realizzazione del pegno secondo gli art. 151 e seguenti LEF. Non é consentito vendere direttamente i beni senza rispettare le disposizioni della LEF. L'unica eccezione: se il contratto di deposito prevede espressamente la facoltà di vendita diretta a trattative private. Per questo motivo, un contratto ben redatto fin dall'inizio può fare la differenza.
Restituzione dei beni e limiti del depositario
Se il contratto prevede una durata fissa, il depositario non può restituire anzitempo i beni e neppure disfarsene (art. 476 cpv. 1 CO). Diverso il caso in cui manchi una durata determinata: la restituzione può avvenire in qualsiasi momento, previo avviso al deponente (art. 476 cpv. 2 CO).
La restituzione avviene nel luogo in cui i beni erano custoditi (art. 477 CO). Se il deponente non si presenta a ritirare la merce entro un termine congruo, cade in mora del creditore ai sensi dell'art. 91 CO. A quel punto il depositario può depositare la cosa a rischio e a spese del deponente, liberandosi dalla propria responsabilità.
Un avvertimento chiaro: distruggere o eliminare i beni depositati é fortemente sconsigliato, salvo che il contratto lo preveda in modo esplicito e inequivocabile. Anche in quel caso, procedere solo dopo più avvertimenti scritti al deponente e con la massima cautela.
Recupero della mercede: vie esecutive e giudiziarie
Per incassare la mercede non pagata, al depositario resta la strada della procedura esecutiva e/o dell'azione giudiziaria volta a ottenere la condanna del deponente al pagamento. Se il debitore interpone opposizione al precetto esecutivo, sarà necessario ottenerne la rimozione in sede giudiziaria prima di poter procedere alla realizzazione forzata. Nella prassi ticinese, Haab Legal assiste regolarmente imprese di trasloco e deposito in queste procedure, dalla fase di sollecito fino al recupero effettivo del credito.
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Se la vostra impresa si trova confrontata con un deponente inadempiente, lo Studio Legale e Notarile Haab a Lugano può assistervi nella tutela dei vostri crediti. L'Avv. Hugo Haab e l'Avv. Roberto Haab vantano una lunga esperienza nella gestione di controversie legate al deposito e alla realizzazione dei diritti del depositario. Contattateci per una consulenza.
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